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LA MIA VAL GARDENA

Se potrai venire a passare le tue vacanze in Val Gardena, il consiglio che mi piace darti è di provare a guardarla con uno sguardo molto curioso, alla ricerca della sua storia e delle sue bellezze naturali.

Io sono nata e cresciuta in questa valle, ma non smetto mai di lasciarmi sorprendere quando i tramonti, che versano sulle Dolomiti pennellate di arancione e di rosa “l’enrosadira”,  creano atmosfere uniche, o quando – seguendo il filo delle nostre tradizioni – penso a quanta storia, quella piccola, quella delle persone che nei secoli hanno vissuto dove vivo io oggi, sia rimasta intatta, sebbene modificata nei tempi di oggi.

Mi piace allora condurti attraverso alcune tappe e alcuni luoghi, sperando che anche tu possa restarne affascinato.

PARTIAMO DALLA SCULTURA IN LEGNO

Sonia Demetz, Holzschnitzen in der Stube vintage – intaglio del legno nella stube, vintage – wood sculpting in the stube, vintage.
Sonia Demetz, Holzschnitzen in der Stube vintage – intaglio del legno nella stube, vintage – wood sculpting in the stube, vintage.

Oggi, se visiti i paesi, Ortisei, Santa Cristina o Selva, non potrai non percepire come il legno, le sculture, la lavorazione di questa materia semplice e preziosa insieme, siano parte della nostra identità.
È una storia di creatività, di imprenditoria, ma anche di povertà quella che ha consentito lo sviluppo della scultura del legno.
Dapprima solo due grandi famiglie, siamo tra il 16. e il 17. secolo, intagliavano e creavano figure sacre per le chiese e gli altari. Poi, nel 1800, in una valle che era agricola, fatta di contadini, grazie all’ampia disponibilità di legno nei boschi, anche altre famiglie iniziarono a scolpire oggetti più piccoli, che poi venivano venduti ai mercati, per esempio a Chiusa. Era un modo per portare denaro in famiglia, soprattutto nei mesi invernali in cui la vita agricola si fermava. Si era avviato così un lento e constante crescendo di attività, finché alla fine dell’800 con la costruzione della strada e poi anche della ferrovia c’è stato il boom: la Val Gardena non era più isolata e l’industria artigianale del legno esplose.
La scuola d’arte, quella che ho frequentato anch’io, svolse in questo sviluppo un ruolo centrale, per la formazione dei ragazzi e anche, soprattutto tra gli anni Trenta e Cinquanta del secolo scorso, per le contaminazioni stilistiche che aveva consentito.

Se vuoi fare una passeggiata, va dove passava il trenino…

In Val Gardena c’è un sentiero che noi chiamiamo la strada del trenino. Percorre tutta la valle e, tranne per alcune brevi interruzioni, consente di andare da Ortisei a Selva a piedi. Io consiglio spesso questa passeggiata, non solo perché è un bel modo di scoprire la valle da una prospettiva diversa rispetto al passaggio in macchina, ma soprattutto perché questa strada fino al 1960 era la traccia del treno a vapore costruito nel 1915. Per noi, fin da piccoli, questo treno che non abbiamo potuto vedere, era come un mito.

Se ne era parlato tanto, alla fine dell’800, man mano che cresceva il mercato delle sculture di legno, perché sarebbe stato utile un treno in Val Gardena per trasportare la merce. Ma fu poi costruito (e in tempi rapidi) per altri motivi durante la Prima Guerra mondiale: Vienna aveva bisogno di canali per il vettovagliamento del fronte dolomitico.
La ferrovia fu costruita da Chiusa a Plan e da lì poi le teleferiche raggiungevano il passo Gardena ed il passo Sella. Arrivarono 6.000 prigionieri russi, poveri e affamati per costruirla.
Nei racconti dei nostri nonni, che erano bambini, ricordo le storie dei loro canti nostalgici, della strana lingua che parlavano, di ‘’gente da fuori’’ a cui la Val Gardena non era abituata.

Trenino della ValGardena
Il trenino a vapore attraversando Selva.
Ortisei / Str. Stazion
Museo del trenino nella stazione e nel vecchio tunnel originale a S. Cristina.
La storica locomotiva a vapore, esposta a Ortisei / Str. Stazion.
La storica locomotiva a vapore
esposta a Ortisei / Str. Stazion.
La storica locomotiva a vapore, esposta a Ortisei / Str. Stazion.
La storica locomotiva a vapore
esposta a Ortisei / Str. Stazion.

Alla fine della Guerra e con l’annessione dell’Alto Adige – Sudtirolo all’Italia la ferrovia diventa mezzo di trasporto per la valle e anche per i turisti. Il turismo iniziava infatti svilupparsi aprendo le porte a una trasformazione economica della mia valle.
Il sabato alle fermate si potevano vedere i facchini degli alberghi che andavano a prendere i bagagli dei primi turisti. Poi nel 1960 il treno a vapore fu smantellato: non rendeva più.
Alla fine della Guerra e con l’annessione dell’Alto Adige – Sudtirolo all’Italia la ferrovia diventa mezzo di trasporto per la valle e anche per i turisti. Il turismo iniziava infatti svilupparsi aprendo le porte a una trasformazione economica della mia valle. Il sabato alle fermate si potevano vedere i facchini degli alberghi che andavano a prendere i bagagli dei primi turisti. Poi nel 1960 il treno a vapore fu smantellato: non rendeva più.

Ma ecco, se oggi vuoi percorrere la sua traccia potrai rivivere un pezzo di nostra storia e magari immaginare lo sbuffo del vapore.
E lungo la vecchia traccia, ti invito a fermarti a La Poza tra Selva a Santa Cristina. Eh si, perché io abito proprio là, affacciata sulla traccia del vecchio trenino, e il mio laboratorio ha le porte aperte per chi abbia voglia di godersi la passeggiata, il paesaggio e le mie creazioni.

Segui la mappa delle strada del trenino, mi trovi qui.

Le mie passeggiate preferite !

Non si può parlare di Val Gardena senza parlare di natura. Da Pontives, nel fondo valle ai due passi il Sella e il Gardena e dentro la quinta mozzafiato delle Odlee e del Puez, ci sono infinite possibilità di passeggiate, di trekking, di arrampicate.

Quando nel 2009  l’Unesco ha nominato la regione delle Dolomiti Patrimonio dell’Umanità, ci siamo sentiti tutti orgogliosi e anche consapevoli della responsabilità che abbiamo per tutelare e proteggere ciò che la natura ci ha regalato.

La magia dalle legende

D’altra parte il potere magico di queste montagne è stato notato nei secoli. Le leggende delle Dolomiti prendono forma proprio nella suggestione delle luci, delle ombre, dei colori di queste nostre nobili montagne. Si dice, per esempio, che il Sassolungo sia il dito di un gigante fatto sprofondare nel cuore della terra.

VUOI QUALCHE SUGGERIMENTO?

OGNI CAMMINATA TI APRE L’ANIMA, MA ECCO, LE MIE TRE PREFERITE SONO QUESTE:

Sonia Demetz - Val Gardena - Monte Pic - Sassolungo - Seceda
LANGKOFEL und PIC – SASSOLUNGO e PIC

Gita al Monte Pic

Da Santa Cristina mi incammino per raggiungere la baita Seurasass. Salgo oltre fino all’omonimo spallone di roccia dove mi siedo sotto il massiccio Crocefisso scolpito nel legno. Proseguo per raggiungere la cima del monte Pic 2363m.
Il monte Pic assomiglia ad un piccolo vulcano che si erge verde in mezzo alle cime calcaree.
È affascinante perché il suo sentiero attraversa il bosco coi profumi degli alberi di cirmolo e poi si erge in alto lungo i pascoli aperti.
Dalla cima Pic godo di un panorama incantevole a 360° su tutte le montagne della Val Gardena e dell’Alpe di Siusi.

Giro del sassolungo

Dal Passo Sella lungo il sentiero Friedrich August passo sotto le imponenti pareti verticali del gruppo Sassolungo. Incontro il rifugio Sandro Pertini ed il rifugio Sasso Piatto a  2300m. Attraversando il versante ovest del Sasso Piatto sopra l’Alpe di Siusi, il sentiero mi porta in vista del rifugio Vicenza situato all’interno dell’incavo di questo gruppo di origine corallina. Sotto le ancor più imponenti rocce verticali del versante nord del Sassolungo rientro al Passo Sella.

Questa gita attorno al Gruppo del Sassolungo mi affascina perché mi apre la vista su tutta la Val di Fassa , l’Alpe di Siusi, le cime del Monte Pic e dello Stevia e la massicciata del Gruppo Sella.

LANGKOFEL Gruppe – gruppo SASSOLUNGO
vista dal PIC sullo STEVIA – Blick von PIC zum STEVIA

Gita al Monte Stevia

Da Selva raggiungo la baita Juac da lì mi arrampico lungo il sentiero erto fino alla forcella San Silvester. Pochi passi su un sentiero esposto a dirupi impervi e mi trovo sul dolce altipiano verde dello Stevia, a 2300m. La discesa la affronto lungo il sentiero mozzafiato Palota.

Entrambi i sentieri, sia in salita sia in discesa sono bellissimi perché variegati fra boschi profumati, rocce rosa, il tutto coronato dall’altipiano con vista  immensa sulla parte alta della Val Gardena.

Sono proprio queste gite ad ispirarmi nella creatività del mio lavoro, le cime dolomitiche che si ergono sopra i pascoli, i boschi verdi che oltre i 2000 metri tramutano nella macchia dei cirmoli profumati; un legame naturale e atavico con la cultura della scultura e pittura della mia valle.
Se non li conoscete, vi consiglio caldamente questi itinerari.

Come si fa in montagna, però, ricordatevi di verificare che le caratteristiche siano adatte alle vostre caratteristiche.

Se vi capita di venirmi a trovare al mio showroom sulla strada del trenino a La Poza, la frazione di Selva in cui vivo, sarò felice di darvi i miei consigli su queste magnifiche camminate!

La mia lingua

Noi a casa parliamo il ladino. Una lingua romanza che si è sviluppata nella commistione di strati retici e latini. Della stessa famiglia, oltre al ladino delle Dolomiti, sono il friulano e il romancio dei Grigioni in Svizzera. La cosa oggi pare curiosa, ma dobbiamo andare indietro di secoli quando quell’area era politicamente un unico.

Le invasioni barbariche prima e le suddivisioni amministrative poi hanno separato il gruppo delle lingue e cosi ognuna ha poi seguito la sua evoluzione, nel caso della Val Gardena con molte contaminazioni dell’area germanica.

Noi siamo una valle trilingue e a scuola parliamo italiano, tedesco e ladino.Vuoi alcuni esempi di ladino?

Ecco qua le parole delle sculture in legno, della mia passione.

ITALIANO

scolpire

pitturare

legno di cirmolo

larice

abete

presepe

statuina

scodella in legno

profumo del bosco

LADIN

ziplé

depënjer

lën de zirm

leresc

pëc

cripl

figura/mandl

cop de lën

tof dl bosc

TEDESCO

schnitzen

malen

Zirbelkiefer

Lärche

Fichte

Krippe

Figur

Holzschale

Waldduft

ENGLISH

sculpting

painting

Swiss Pine wood

larch

fir

nativity

figurine

wood bowl

scent of the woods